martedì 31 luglio 2012

Letture per le vacanze

Io leggo molto per lavoro. Questo è positivo quando ti capita di leggere bei libri e negativo quando ti capitano quelli brutti (che, ahimè, sono molti..). Di conseguenza ho bisogno anche di leggere libri che piacciono a me e, anche se con difficoltà non indifferenti, cerco sempre di ritagliarmi un momento per le mie letture personali. Quest'anno, vista la mole di lavoro che mi aspetta, temo di essermi imbarcata in un'impresa più grande di me...Vedremo.
Il primo libro che ho nella wishlist è Il problema Spinoza di Irvin D. Yalom. Questo scrittore è un noto psichiatra americano che, amando la filosofia, ha scritto romanzi che hanno al centro le figure di grandi filosofi del passato: il primo si intitola "Le lacrime di Nietzsche" e il secondo "La cura Schopenhauer". Avendoli letti e apprezzati entrambi sia per la scorrevolezza che per la cura nella ricostruzione del pensiero di questi grandi pensatori, mi sono procurata il terzo romanzo che si preannuncia ben scritto e ricostruito storicamente come gli altri. Inoltre coglierò così l'occasione per iniziarmi alla filosofia spinoziana, che purtroppo non è mai stata troppo approfondita.
Il secondo si intitola Parsifal e l'Incantatore: Ludwig e Richard Wagner di  Nicola Montenz: una ricostruzione storica dei rapporti che intercorsero tra Richard Wagner e Ludwig di Baviera. E' soprattutto la figura di questo sovrano ad affascinarmi in particolar modo, da quando nel 2007 durante una vacanza ho potuto visitare il suo meraviglioso castello in Baviera (un viaggio che consiglio vivamente!) e conoscere così la sua personalità così insolita e fragile al limite della follia.
Infine, l'ultimo mio "acquisto bibliotecario" è di stamattina: L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks. Non ho mai letto niente del celebre neuropsichiatra inglese, anche se ho molto amato i film che sono stati tratti dai suoi racconti, come "Risvegli" e "A prima vista".
Non sono sicura che riuscirò a leggerli tutti, anche perchè, come ho detto,  ho molti libri che mi aspettano per lavoro (per non parlare del lavoro che mi aspetta fuori dal lavoro!!), ma voglio essere fiduciosa...

lunedì 30 luglio 2012

Libri che aiutano

Circa nove mesi fa è arrivato il mio secondo ometto. Quando ero incinta, non ero preoccupata più di tanto della gelosia di cui avrebbe inevitabilmente sofferto mio figlio maggiore: la davo come un dato di fatto a cui non si scampa, tanto più che lui era stato fino ad allora non solo figlio ma anche nipote unico da entrambe le parti, perciò, mi sono detta, abituati all'idea. Devo dire che inizialmente il ragazzo ci ha stupiti tutti: fin da quando è venuto a trovarmi in ospedale ha manifestato una simpatica curiosità nei confronti del fratellino e, complice la paciosità del neonato, anche il rientro a casa è stato soft: il piccino non dava alcun fastidio e le operazioni di cura del neonato (poppate comprese) non richiedevano troppo tempo.
Purtroppo nel giugno scorso al mio ometto grande è capitato un brutto incidente per il quale ha dovuto stare fermo per più di un mese. Probabilmente l'incidente sommato  all'immobilità forzata e ai sentimenti che anche se non manifestava, comunque c'erano, si sono rivelati un mix micidiale perciò da circa due mesi a questa parte io e mio marito siamo a lottare contro gli scatti d'ira e l'irascibilità del nostro ometto grande. Non è facile e, come è mia abitudine nei momenti di crisi chiedo aiuto ai libri. Ne abbiamo scorsi parecchi, devo dire ma ultimamente vedo che ha tratto grande giovamento da due libri in particolare. Il primo: Piero e il fratellino è un libro molto delicato, che tratta il tema della gelosia in  maniera dolce e simpatica. Il mio ometto mi chiede spesso di rileggerlo, segno che ha bisogno di sentirsi rassicurato su certi punti e io lo faccio volentieri.
Il secondo testo che ultimamente viene letto spesso qua da noi è Grazieprego: questo spero sia utile sul fronte buone maniere. Non che l'ometto non usi le formule di cortesia, ma purtroppo ultimamente la rabbia che spesso lo fa esplondere in accessi d'ira se la porta dietro anche nei toni e nell frasi che usa quotidianamente con i nonni e i genitori: insomma per dirla in soldoni è diventato scorbutico, e Emma, la bambina protagonista della storia ha lo stesso suo problema.
La questione si prospetta di lunga e difficile risoluzione ma si sa, i libri aiutano.

giovedì 26 luglio 2012

Sulla libertà di NON studiare

Tempo fa ho letto questo libro: Togliamo il disturbo: saggi sulla libertà di non studiare. L'ho trovato molto interessante e ben costruito. Era il primo libro che leggevo della Mastrocola e non mi ha deluso, anzi vi ho trovato enunciati molti pensieri che io stessa ho fatto più volte. In effetti, specialmente nel mio lavoro di bibliotecaria, mi capita molto spesso di parlare con gli adolescenti e ho notato che negli ultimi anni si è consolidata la tendenza di iscrivere i figli al Liceo Scentifico. Il Liceo Classico è troppo, un istituto tecnico o professionale troppo poco, dunque si opta per questo Liceo, divenuto un Liceo-Limbo di cui davvero troppi abusano. L'autrice è un'insegnante che da anni lavora nella scuola e non può fare a meno di rammaricarsi di questa tendenza che ha terribilmente svalutato la scuola stessa: se tutti scelgono la stessa scuola non è altrettanto vero che tutti siano portati per questa scuola, perchè poi sono gli stessi genitori a lamentarsi per la mole troppo elevata di lavoro da svolgere, o per le letture eccessive o eccessivamente datate. Ma, dice la Mastrocola, chi sceglie un Liceo deve sapere a cosa va incontro; deve sapere che lo STUDIO (e non la semplice lettura) è un lavoro serio e a tempo pieno. Se non si è disposti a farsi carico di un tale impegno, ben vengano gli istituti tecnici e professionali. La domanda dell'autrice è più che giusta: perchè tutti noi vogliamo che i nostri figli diventino avvocati, commercialisti, banchieri di successo e non ci fermiamo a valutare CHI sono veramente i nostri figli? Non tutti i ragazzi sono portati per questo tipo di studi, come non tutti gli adulti sono idonei a praticare quelle professioni. Non sarebbe più opportuno e anche meglio se avessimo, chessò, dei fabbri che adorano leggere Dante o dei fornai che ascoltano Debussy? Si arriva così all'ultima parten del saggio dove l'autrice ipotizza un rinnovamento scolastico radicale (in questo momento, purtroppo, più impraticabile che mai!) dove i Licei siano riservati a coloro che AMANO davvero il tempo passato a lavorare sui testi di studio e altri due tipi di scuole: l'una per coloro che decidono di avvicinarsi al Web e alle nuove opportunità che esso offre e un'altra di tipo professionale, dove vengano insegnati lavori artigianali per quei ragazzi che amano maggiormente la manualità. Il comun denominatore di tutte deve essere una buona infarinatura di base che consenta anche a chi sceglie il lavoro manuale di saper apprezzare e comnprendere un libro, per esempio, di Murakami o di Roth.
E questa speranza io ce l'ho anche per i miei figli: che possano fare ciò per cui sono nati e che li fa stare meglio, ma che allo stesso tempo abbiano gli strumenti per andare oltre ciò che sono.

venerdì 20 luglio 2012

Dei benefici della lettura

Quando aspettavo il mio primo figlio non ero certa praticamente di nulla se non del fatto che mi sare impegnata in tutti i modi affinchè si appassionasse alla lettura. Fortunatamente, avendo iniziato la mia operazione fin dalle fasce (ho acquistato il primo libretto di pezza che ancora non sapeva neanche tenerlo in mano), per adesso ho ottenuto dei buoni risultati e il mio piccolo Avvocato di quattro anni è un bibliofilo in erba. Speriamo perseveri: io intanto ho iniziato la stessa pratica con il fratellino di otto mesi. Ovviamente lavorando in biblioteca ho vita facile: ogni volta che torno da lavoro riporto quantità di libri incredibili e spero che il nanetto piccolo benefici anche delle letture che io faccio al fratello.
Io non so se è merito della lettura oppure se è semplicemente la natura che ha fatto il suo corso (ovvio che personalmente propendo per la prima ipotesi), fatto sta che il mio primo figlio non viene chiamato Avvocato senza fondamento: fin dai due anni di età parlava piuttosto bene, utilizza i congiuntivi e la sua maestra dell'asilo mi ha più volte fatto presente di avere l'impressione di parlare con un bimbo molto più grande. Non lo dico per sciocca vanteria materna: che l'Avvocato parla bene è un fatto. Ecco, anche sui benefici della lettura fin dalla più tenera età io ho letto molto e oggi mi sento di consigliare un libretto molto carino, accessibile e di recente pubblicazione .

Gli autori sono studiosi affermati nel loro campo e hanno realizzato un prodotto davvero accessibile anche ai genitori che si avvicinano per la prima volta a questo genere di letture. Dunque buon approfondimento!

giovedì 19 luglio 2012

I libri di Tata Lucia

Da quando sono diventata mamma per la prima volta, ovvero 4 anni e due mesi fa, alla pila di romanzi onnipresente sul mio comodino si è sostituita una altrettanto imponente pila di libri di puericoltura e psicologia infantile. Sono partita dalle basi: ho iniziato dal Linguaggio segreto dei neonati di Tracy Hogg, per passare ad Asha Phillips e al suo I no che aiutano a crescere. Sono infine approdata ai testi della oramai leggendaria Tata d'Italia, alias Lucia Rizzi. Dunque ho via via acquistato il suo Fate i bravi 0-3 anni, per poi passare a Fate i bravi! e a Spegnete la tv. Insomma mi sono fatta una vera e propria cultura del Tata-pensiero. Ora devo dire che i suoi libri possono anche essere utili, per carità: lo dice una che non si è quasi mai persa una puntata di S.O.S. Tata neanche quando non aveva figli! Sicuramente di tutto quello che ho letto, i suoi rimangono i libri più accessibili, divulgativi e ricchi di buon senso. Tuttavia mi sono resa conto che negli ultimi tempi tutte queste letture anzichè aiutarmi mi creavano ansia: spesso mi sono accorta di agire con i miei figli (sopratutto con il maggiore che, ahìlui, è la vittima designata dei miei esperimenti pedagogici) più in base a schemi e frasi lette, che in base al mio istinto e al buon senso. Se da una parte è vero che talvolta l'istinto non è il miglior consigliere (per esempio quando siamo in pieno capriccio e l'istinto farebbe scappare subito uno sculaccione!), è anche vero che i bambini odorano la falsità e l'insicurezza genitoriale  da chilometri di distanza, quindi nel mio caso non ottenevo l'effetto sperato. Sono pertanto arrivata a concludere che per un po' me ne starò lontana da questo genere di letture, tanto in questi suddetti quattro anni e due mesi ho appreso l'equivalente di una mini laurea in psicologia cognitivo- comportamentale!

martedì 17 luglio 2012

Cominciamo dall'inizio...

Amo leggere. Da sempre. Proprio da quando riesco a ricordare. I libri sono sempre stati la mia passione e da un po' di tempo mi è venuta la passione di leggere i blog. Sì, leggo blog di mamme, blog di viaggiatori, blog di scrittori...insomma di tutto un po'. Ovviamente anche in me si è insinuato il desiderio di usare questo potentissimo mezzo come una sorta di diario personale, per tenere traccia di cose accadute, libri letti, riflessioni fatte. La differenza tra un blog e la semplice pagina scritta (che io utilizzo da sempre e che non ho intenzione di abbandonare, eh!) è ovviamente la possibilità che il primo offre di condividere con altri e di fare nuove conoscenze. Allora via, cominciamo...